La buona scuola. È importante la voce di tutti

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By webadmin ottobre 28, 2014 12:47
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Ai Soci Agesc e a tutti i Genitori

 Roma 12 ottobre 2014

Carissimi,

 il Governo offre la possibilità di esprimere un parere sul Piano di riforma della scuola presentato dal Presidente Renzi col titolo “La Buona scuola” a tutti i cittadini. C’è tempo fino al 15 novembre prossimo.

Ci sono diverse modalità di risposta. Si può andare sul sito https://labuonascuola.gov.it/#home e decidere di partecipare al dibattito aperto oppure di rispondere al questionario completo (o a parte di esso). La modalità più semplice é quella riportata all’indirizzo: https://labuonascuola.gov.it/commento-rapido/nuovo dove è possibile indicare brevemente cosa si apprezza, cosa si critica e cosa manca nel piano governativo.

 E’ importante che ognuno si senta responsabile come cittadino di esprimere una sua valutazione e di invitare tutti gli amici, i genitori e gli studenti delle superiori che si conoscono a partecipare visto il tema decisivo per il bene della società che è appunto la scuola. Come membri dell’A.Ge.S.C. o semplicemente genitori di Scuola cattolica e della Formazione professionale abbiamo il dovere di evidenziare in particolare l’ingiustizia che subiamo visti gli ostacoli economici posti in Italia alla libertà di scelta educativa della scuola da parte delle famiglie e di denunciare la grave situazione in cui si trovano la scuola paritaria, che per il mancato finanziamento pubblico rischia addirittura la sopravvivenza, e l’Istruzione e Formazione Professionale iniziale, assente in molte Regioni.

E’ una opportunità da non perdere per far sentire la nostra voce e chiedere pubblicamente il rispetto dei nostri diritti, dei diritti di tutte le famiglie e dei diritti dei giovani.

Per sostenere l’intervento più ampio possibile a questa consultazione, di seguito troverete delle risposte che possono aiutare ciascuno nell’elaborare il proprio contributo o possono perlomeno essere trascritte direttamente nel questionario proposto dal MIUR in una delle due modalità sopra indicate.

Un cordiale saluto

 Il Presidente nazionale

     Roberto Gontero

 AGeSC – Associazione Genitori Scuole Cattoliche – Via Aurelia 796 – 00165 Roma
Tel. 06/83085331 – fax 06/83085333 – segreteria.nazionale@agesc.itwww.agesc.it

 

QUESTIONARIO SUL PIANO SCUOLA RENZI

 Che cosa hai apprezzato del piano “La buona scuola”?

  1.  L’aver posto la scuola al centro del dibattito politico nel Paese considerando il suo finanziamento come investimento indispensabile.
  2. La volontà di valorizzare gli insegnanti e i dirigenti scolastici anche attraverso l’introduzione di criteri di merito e non solo di anzianità nella carriera.
  3. La centralità data alla valutazione di processi e risultati di tutte le scuole e la trasparenza e possibilità di accesso ad essi per tutti, soprattutto per le famiglie.

 

Che cosa critichi del piano “La buona scuola”?

  1.  L’autonomia risulta ancora troppo debole. Si parla di risorse, responsabilità, scelta dei docenti, nuova governance e rapporto col territorio, ma in modo generico, senza indicare precisi provvedimenti, processi e modelli di attuazione per realizzare questi obiettivi.
  2. L’assunzione di 150mila “precari” nelle scuole statali comporta diversi rischi: che venga assunto personale non qualificato o non corrispondente alle qualifiche richieste dalle scuole, che si consolidi l’invecchiamento del corpo insegnante, che non serva a garantire la continuità didattica e che alla fine non si elimini la presenza del precariato. Inoltre rischia di sottrarre in modo drastico un terzo dei docenti alle scuole paritarie.
  3. Il problema dei finanziamenti: in pratica sono concentrati nella voce “assunzione dei precari”, mentre per tutte le altre voci (carriera e merito, attrezzature, laboratori, diritto allo studio … e parità) restano poche risorse per riqualificare, modernizzare e rilanciare la scuola.

 

 Che cosa manca nel piano “La buona scuola”?

  1.  Manca ogni riferimento alla libertà di scelta della scuola da parte delle famiglie e alla necessità di strumenti che permettano a tutti gli studenti, anche ai disabili, di scegliere il percorso scolastico ritenuto più adeguato senza discriminazioni di carattere economico. E’ assente ogni riferimento alla sussidiarietà e all’Europa, dove è realizzata la libertà di scelta della scuola.
  2. La parità scolastica, condizione necessaria per una vera autonomia, non è considerata: eppure parliamo di circa il 12% della popolazione scolastica. La logica del monopolio statale deve ancora essere superata.
  3. E’ ignorato il settore dell’Istruzione e Formazione Professionale iniziale che, soprattutto attraverso i CFP, offre a migliaia di ragazzi l’opportunità di rientrare o proseguire un percorso formativo che li porta nel mondo del lavoro. Bisogna estendere questa opportunità – decisiva contro la dispersione scolastica – a tutte le Regioni italiane, la metà delle quali ora non la offre.
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